La parentela è il vincolo che unisce le persone che discendono da uno stesso antenato comune, chiamato tecnicamente “stipite”. In ambito legale, questo legame viene riconosciuto e produce effetti giuridici solo fino al sesto grado. Oltre questo limite, pur essendoci un legame di sangue, la legge non considera più le persone come parenti. Comprendere come si calcolano questi gradi è essenziale sia per la ricerca genealogica sia per questioni di successione o diritto civile.
Per determinare il grado di parentela, bisogna contare i “salti” generazionali che separano due persone. Lo stipite, ovvero l’antenato da cui il gruppo discende, è il punto di riferimento ma non viene mai conteggiato nel calcolo finale. A seconda del tipo di legame, la parentela si divide in due categorie: linea retta e linea collaterale.
La linea retta unisce le persone che discendono l’una dall’altra, come nel caso di genitori e figli o nonni e nipoti. Per calcolare il grado, basta contare i passaggi tra le generazioni. Ad esempio, tra te e tuo padre c’è un solo salto, quindi siete parenti di primo grado. Tra te e tuo nonno ci sono due salti, rendendovi parenti di secondo grado. Un bisnonno rappresenta la quarta generazione della famiglia se includiamo te, ma il legame di parentela è di terzo grado perché i passaggi necessari per raggiungerlo partendo da te sono tre.

La linea collaterale riguarda invece le persone che, pur avendo un antenato comune, non discendono l’una dall’altra. È il caso di fratelli, zii e cugini. Per calcolare il grado in questa linea, bisogna “salire” fino allo stipite comune e poi “scendere” verso il parente interessato, contando ogni passaggio.
Un errore comune riguarda il legame tra fratelli. Poiché i fratelli non discendono l’uno dall’altro, per calcolare la loro parentela bisogna risalire al genitore (+1) e scendere verso il fratello (+1). Il totale è due, il che significa che i fratelli sono parenti di secondo grado. Non esiste una parentela di primo grado nella linea collaterale, poiché il primo grado è riservato esclusivamente al rapporto diretto tra genitore e figlio.

Seguendo lo stesso schema, si possono calcolare i gradi per parenti più distanti come zii e cugini. Per arrivare a un cugino, bisogna salire fino al nonno (lo stipite comune) e poi scendere attraverso lo zio fino al figlio di quest’ultimo. Questo percorso prevede quattro passaggi: da te al padre, dal padre al nonno, dal nonno alla zia e dalla zia al cugino. Pertanto, quelli che nel linguaggio quotidiano chiamiamo “cugini di primo grado” sono, per la legge italiana, parenti di quarto grado.
